Opere d’arte italiane: nuove soglie di esportazione e un passaporto

Con l'approvazione in Senato dell'11 marzo 2026 della legge "Italia in Scena", la soglia di libera esportazione delle opere d'arte viene innalzata da 13.500 a 50.000 euro, con autocertificazioni valide cinque anni anziché sei mesi. Si introducono inoltre limitazioni all'abuso della notifica per opere di autori stranieri, termini perentori di novanta giorni per le richieste di prestito e certificati di importazione temporanea (CAS/CAI). In prospettiva, l'On. Mollicone ha annunciato a Tefaf Maastricht l'imminente istituzione di un passaporto digitale per le opere d'arte, strumento di certificazione di tracciabilità, autenticità e provenienza per la libera circolazione in Europa.

di Antonio Pepe

Cala il sipario a Tefaf, e l’Italia in scena si appresta a un nuovo passaggio evolutivo dei suoi beni culturali. Maastricht si trasforma così, ogni anno nel mese di marzo, in una vera caput mundi del mercato dell’arte dove si raduna il privato delle gallerie, dei collezionisti e degli amatori, e quella sfera pubblica incarnata dai migliori rappresentanti di musei e istituzioni che osservano, selezionano, acquisiscono. E annunciano. È in questo panorama che nei giorni di apertura, i più esclusivi di tutta la fiera, ha preso parola l’On. Federico Mollicone per illustrare i prossimi cambiamenti a seguito dell’approvazione in seconda seduta da parte del Senato della proposta di legge “Italia in Scena”, proprio lo scorso l’11 marzo. Parlarne dallo scranno del foro olandese – come ben si può intuire – equivale a constatare un effetto diretto sui flussi del mercato europeo e mondiale. Ma significa anche, e ciò merita di essere notato, coniugare comunicazioni ufficiali di carattere pubblico con eventi di natura privata, abbracciando le due dimensioni sotto l’ombrello del mercato dell’arte. Categorie, queste, non sempre ben disposte a un dialogo pacifico e di mutuo interesse quanto in questa effimera agorà del lusso.

39th edition of TEFAF Maastricht, 2026. Ph. Loraine Bodewes. Courtesy TEFAF.

Ad allietare l’incontro nella vertigine visiva nel reticolo ippodameo degli stand, tra le oasi fiorite all’incrocio tra il cardo e il decumano, ha un gran peso per i vaticini sul futuro il programma di interventi culturali nel quale si è anticipata una notizia non ancora esplicita nel DDL: “Vogliamo fornire alle opere d’arte un passaporto che contenga tutti gli elementi essenziali all’identificazione, quali la tracciabilità, l’autenticità e la provenienza assicurando la libera circolazione in Europa” – ha dichiarato il Presidente Federico Mollicone – “un documento inviolabile e uno strumento moderno di certificazione a garanzia di compratori e venditori destinato a rivoluzionare le metodologie di archivi e fondazioni.”

A onore del vero, le novità introdotte dal disegno di legge sono molteplici e articolate su più piani: dal censimento di un’anagrafe digitale per il patrimonio nazionale, all’istituzione di un albo della sussidiarietà. Tra queste però, alla luce degli interessi, è opportuno indagare a fondo le variazioni del Codice dei Beni culturali che coinvolgeranno direttamente il mercato dell’arte in senso stretto, cioè la vita dei collezionisti, delle case d’asta, dei responsabili delle gallerie e degli addetti alle soprintendenze, poi, ad ampio respiro, l’intero panorama del mercato europeo e mondiale come appunto si diceva. Nello specifico i sette commi dell’articolo 4 del disegno di legge, a proposito di “ulteriori modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio e disposizioni in materia di semplificazione dei prestiti d’arte nonché di competitività del mercato dell’arte e del sistema museale nazionale”.

Ecce Homo by Antonello da Messina, recently acquired by the Italian State in February 2026. Courtesy Direzione Generali Musei.

A risuonare in sala prima di tutto è la notizia di un deciso innalzamento della soglia di valore nazionale sotto la quale sarà automaticamente concessa, previa dichiarazione si intende, la libera circolazione delle opere d’arte. In Italia questo tetto era quantificato per prudenza sul valore unico di 13.500 euro (giova ricordarlo: per opere con più di settant’anni e di autore non più in vita, fatta anche eccezione per i reperti archeologici, i monumenti smembrati, incunaboli e manoscritti). Adesso sarà pari a 50mila euro (sempre salve le eccezioni anzidette) ma ancora senza una diversificazione dettata dalla tipologia del bene; misura che invece è applicata da tempo in Francia – per citare un virtuoso protagonista nel settore – dove la soglia varia dai 300mila per i dipinti, a un minimo di 3mila, per i manoscritti e gli incunaboli, scalando in ordine per le sculture, i disegni e le fotografie. Sebbene in termini comparativi l’entità del salto sia di fatto relativa, in assoluto la manovra avrà un effetto più che immediato sugli ingranaggi del mercato favorendo uno sbloccaggio richiesto a gran voce dal Gruppo Apollo capitanato da Alessandra di Castro e dall’intero organico dell’Associazione Antiquari d’Italia. Non solo quelli economici, anche i valori temporali sono soggetti a variazioni, e le autocertificazioni per l’uscita dei beni sottosoglia avranno una validità di 5 anni contro un precedente di 6 mesi. Ovviamente le porte sono a doppia mandata: agevolate le uscite, si incentiva anche l’entrata di beni da altri paesi, garantendo a tutte le richieste un certificato di importazione temporanea o spedizione (CAS/CAI). Sul punto in questione si sofferma difatti un recente intervento di Bruno Botticelli in Parlamento a favore dell’immissione in Italia di beni di valore, attirati dai vortici virtuosi dell’aliquota Iva: “ritengo prioritario snellire le procedure di ingresso e uscita per le opere d’arte appartenenti a collezioni o realtà straniere. La certezza della riesportabilità è la condizione sine qua non per i nuovi residenti e i collezionisti internazionali a portare le proprie opere nel nostro Paese, alimentando la possibilità che, in futuro, tali beni possano anche essere donati ai nostri musei.”

Bruno Botticelli, President of Associazione Antiquari d’Italia, together with Alessandra di Castro, President of the Apollo Group, presents the Lorenzo d’Oro award to Federico Mollicone.

Passando al campo controverso della notifica si interviene per marginarne l’abuso. D’ora in avanti per le richieste relative a manufatti di autori stranieri non sarà più possibile incorrere nel processo di dichiarazione di interesse culturale da parte degli uffici del Ministero se non tramite la dimostrazione, a carico dei detti uffici della soprintendenza, di una stretta relazione dell’opera o dell’artista con la storia culturale della nazione. Si inserisce poi tra i diritti del richiedente la possibilità ritirare la domanda di esportazione prima dell’esito, per evitare che l’opera sia sottoposta a vincolo. Qualora infine dovesse trattarsi di un bene già esposto a notifica, anche in questo caso si introducono delle novità volte a facilitarne la circolazione quantomeno nei confini nazionali per i quali sarà sufficiente una comunicazione. Per i prestiti d’arte invece – soprattutto rispondendo alle esigenze di mostre ed esibizioni di varia natura –gli uffici, attenendosi alla riforma, saranno tenuti a rispondere perentoriamente alla richiesta entro un termine di novanta giorni.